22 May 2019

Genova, focus sul turismo: il rilancio parte dall’integrazione pubblico-privato

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Connessione, confronto, ascolto e soprattutto programmazione. Ecco la ricetta per puntare sul rilancio del turismo. Il dibattito pubblico dal titolo “Can I get a connection? Nuove opportunità per lo sviluppo del turismo a Genova” promosso da Planetaria Hotels a Genova ha fatto incontrare i protagonisti del mondo economico-turistico nazionale. «Dobbiamo saper cogliere i grandi flussi turistici del mondo – spiega Giovanni Toti, presidente Regione Liguria – saperli adattare ad ogni esigenza. Ad esempio le Cinque Terre hanno un problema opposto, ossia quello di saper contenere una forte domanda di visitatori. È più un problema di protezione civile che di valorizzazione del territorio. Stiamo investendo di più anche sull’Agenzia Turistica In Liguria, sulla quale abbiamo raddoppiato il budget. Dal 4 di marzo abbiamo prenotato le nostre pubblicità su tutti i principali aeroporti internazionali (Roma, Milano, Parigi) e sul Financial Times e Le Figaro, con una campagna straordinaria che vale 1,5 milioni di euro per sessanta giorni (aprile-maggio)». La connessione è necessaria e deve essere intesa come rapporti tra individui anche nel settore turistico.  «Ho scelto il titolo dell’incontro ispirandomi al titolo della canzone dei OneRepublic (Can I get a connection) – commenta  Sofia Gioia Vedani, Amministratore Delegato di Planetaria Hotels – perché io credo sia necessario che tutti dobbiamo essere più connessi tra di noi, più uniti e congiunti. Da qui lanciamo l’hashtag #isavethesea». Per Booking.com creare una connessione significa connettere la persona con la struttura ma anche con il territorio, con i servizi. «Per migliorare l’offerta è necessario personalizzare – commenta Alberto Yates, Responsabile Italia Booking.com – l’esperienza, dal momento della scelta fino all’acquisto. Bisogna saper seguire bene le richieste dei clienti fin dalla fase iniziale e dare un riscontro immediato. I luoghi più consigliati a Genova dai nostri clienti sono, nell’ordine di preferenza ordine: il centro storico, il Porto Antico, l’Acquario, l’architettura e il cibo». La tavola rotonda ha affrontato il tema della connessione della città. Tra le relatrici anche il direttore Master Economia del Turismo Università Bocconi, Magda Antonioli: «La domanda è cambiata. Bisogna saper trovare spunti accattivanti. Il fattore competitivo è diverso dalla competitività. Bisogna fare più investimenti di nicchia. Dobbiamo fornire più risposte diverse ai turisti contemporaneamente. Ad esempio saper rispondere allo stesso tempo sia al visitatore dello street food che quello del lusso. Dobbiamo in poche parola essere più attenti alla qualità oltre che alla quantità delle richieste».




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