27 September 2020

Fiavet: perché sugli aerei si può stare vicini e sui treni no?

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Quando si parla di salute il principio deve essere unico. Così si esprime la presidente Fiavet, Ivana Jelinic, in merito alla proposta del ministro della Salute, Roberto Speranza, di lasciare in vigore le regole di sicurezza applicate finora sui treni. La misura confermerebbe l’obbligo del distanziamento di almeno un metro sui mezzi di trasporto ferroviario, mentre per il prossimo 6 agosto è prevista una riunione al Mit tesa proprio a discutere dell’entrata nella cosiddetta fase 3 anche dei collegamenti su rotaia ad Alta velocità.

“Il ministro sostiene che non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione che vige nei luoghi chiusi, ma non capiamo perché questo distanziamento che è stato superato per chi viaggia in aereo, non sia superabile per chi viaggia in treno, soprattutto in un anno come questo, dove quasi nessuno potrà spostarsi fuori dall’Italia per rotte di lungo raggio”, afferma la presidente di Fiavet.

Una distinzione infelice nei trasporti – prosegue Ivana Jelinic -, anche perché l’ordinanza ha creato moltissima confusione tra i passeggeri in partenza nel momento culmine dell’estate”. Le società hanno mandato una mail ai viaggiatori, informandoli sul 50% dei posti da occupare a scacchiera, mentre molti treni sono stati soppressi perché si viaggia solo con convogli più lunghi, le stazioni si sono affollate ed è ripartito il teatrino delle riprenotazioni dei viaggi annullati e dei rimborsi.

“Questo tipo di discrepanze – conclude la presidente Fiavet – ingenera ancora più confusione e non se ne coglie il senso, soprattutto in un momento in cui il turismo è in uno stato di sofferenza non più tollerabile e riconosciuto dallo stesso governo”. Come accaduto più volte in questi mesi, rimane forte il dubbio (se non la certezza) che la lobby delle compagnie aeree sia di gran lunga la più forte dell’intero comparto dei viaggi…




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