23 May 2018

Ernesto Mazzi: «Una Fiavet più collegiale e più forte»

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«Il punto fondamentale per Fiavet è di riportare il senso della collegialità all’interno dell’associazione» così inizia Ernesto Mazzi, candidato alla presidenza di Fiavet nazionale.

«Questo è uno dei punti cardini del mio programma: ritornare alla normalità. Cioè rimettere il Consiglio nazionale al centro delle decisioni e quindi dell’azione dell’associazione. In questi tre anni diciamo che quest’organo è stato ascoltato ben poco. E’ arrivato il momento di ridargli la forza che deve avere». Oltre a questo, che ci sembra uno dei temi fondanti per un rilancio in grande stile della Fiavet, Mazzi elenca anche altri punti del suo programma. «Sicuramente una maggiore collaborazione con le altre associazioni. Non possiamo continuare a parlare ognuno con una propria lingua. In questo modo ci indeboliamo da soli. Inoltre punteremo sui servizi,  la formazione, la soluzione del Contratto nazionale del lavoro, ma uno degli snodi principali sarà il contrasto serrato contro l’abusivismo».

Questa dell’abusivismo è di sicuro una battaglia sacrosanta, ma molto complessa da combattere. «Conosciamo le difficoltà e cercheremo, insieme alle forse dell’ordine di studiare una procedura efficace. Del resto parliamoci chiaro se ci sono gli abusivi, ci devono essere, da qualche parte, delle strutture non abusive che vendono i servizi. O no?». Il ragionamento non fa una piega. «Mi hanno accusato di presentare proposte che non sono in continuità con la tradizione Fiavet. Chiaramente non è così: io mi rifaccio alla grande tradizione Fiavet, da Foderaro a Tozzi, ci sono altri invece che non si sono attenuti alle idee fondanti dell’associazione». Un altro punto all’ordine del giorno sarà il rinnovo dello statuto. «Ci serve uno statuto più snello, che sia lo specchio dei nuovi tempi in cui operiamo».

Infine Fto. «E’ strano: una parte sostiene che bisogna unirsi per essere più forti, e dall’altra si fa leva su questo principio sacrosanto per fare campagna elettorale contraria . E’ una favoletta che noi vogliamo far sparire la Fiavet. Noi al contrario vogliamo rafforzare Fiavet, vogliamo che la nostra associazione sia sempre più forte, e sempre più al centro del dibattito politico e sindacale. Noi dobbiamo essere protagonisti nelle contrattazioni che contano. Del resto, far parte di una stessa confederazione significa seguire un logica. Noi siamo logici»




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