25 September 2018

Enit, il turismo di ritorno vale più di 650 milioni di euro

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BastianelliUn bacino potenziale di 80 milioni di persone e un giro d’affari, per il solo continente americano, di circa 650 milioni di euro. Questi i numeri del cosiddetto “turismo di ritorno”, ovvero il traffico generato dagli italiani residenti all’estero e dai loro discendenti.
Sì perché pochi popoli sono stati in grado di migrare così a lungo e ovunque come gli italiani.
Lo sanno bene anche in casa Enit che ha infatti presentato i dati raccolti in un report creato ad hoc.

«Gli italiani residenti all’estero – ha dichiarato Gianni Bastianelli, direttore esecutivo di Enit -, sono i primi ambasciatori del brand Italia presso potenziali nuovi turisti in ingresso.  Infatti, negli italo-discendenti vive la tradizione di un luogo turisticamente attrattivo assieme alle diverse dimensioni culturali che connotano l’italian way of life. Tenendo conto che sono quantificabili in circa 80 milioni gli italiani o italo-discendenti all’estero, ci troviamo di fronte a una nicchia di mercato ad elevato potenziale di crescita. In questo senso il turismo generato dagli italiani all’estero risponde anche alle strategie di medio periodo dell’industria turistica italiana, in quanto fonte di un flusso di visitatori diffuso sul territorio, lontano dal turismo di massa, e omogeneamente distribuito lungo il corso dell’anno».
I principali mercati di questa tipologia di turismo sono costituiti da Brasile, dove risiedono 25 milioni di persone di origine italiana, Argentina (20 milioni) e USA (17 milioni), seguiti da Francia, Svizzera, Germania e Australia. Nel biennio 2007/2008, causa la crisi globale, si è assistito ad un ulteriore flusso migratorio dall’Italia verso Germania, UK e Belgio e nello stesso tempo diretto verso gli Stati Uniti, Canada e Australia.

Vanno di pari passo le spese sostenute dai migranti per visitare le famiglie: dagli States si arriva a spendere 434 milioni (9,7% sul totale di flussi economici generati dal turismo in entrata dagli Usa), dal Canada 86 milioni (6,9% sul totale spesa in entrata del turismo canadese), dal Brasile 49 milioni (6,8% totale turismo brasiliano in ingresso), infine, dall’Argentina 75 milioni (16,4% totale spesa).




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