18 June 2019

Cammini di Toscana, prosegue iter del prodotto turistico

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Via libera dalla giunta regionale alla delibera con la quale vengono approvati gli standard minimi per la definizione del prodotto turistico omogeneo ‘cammini di Toscana’, strumento introdotto dalla nuova legge regionale, ed il vademecum redatto dall’AEVF, l’Associazione Europea delle Vie Francigene, che definisce gli standard europei del percorso Via Francigena. Il primo documento punta a definire la strategia e le regole operative per la definizione, la progettazione, l’attivazione, il coordinamento e la gestione dei “cammini” che si sviluppano come prodotto turistico su percorsi storico/culturali/paesaggistici di riconosciuto valore. Il secondo stabilisce gli standard qualitativi comuni e condivisi essenziali per garantire la sicurezza e la fruibilità dell’itinerario, fornendo le linee guida per la fase di progettazione e realizzazione del percorso, manutenzione e posta della segnaletica, per l’organizzazione dell’accoglienza, all’interno di un sistema di programmazione e valorizzazione partecipata, rispettoso del principio di sussidiarietà tra i livelli di responsabilità coinvolti.  Il fenomeno dei cammini esprime la domanda, in forte crescita, di viaggi “green” associati alla mobilità dolce e sostenibile. Secondo l’osservatorio della borsa italiana del turismo la crescita del segmento è stata del 9% annuo e secondo la fondazione Univerde il 16% degli italiani dichiara di praticare solo turismo sostenibile. Il turismo lento e sostenibile, in Toscana sta diventando un volano di crescita turistica ed economica per quelle aree marginali ai grandi flussi turistici. Sempre più persone scelgono di muoversi anche per lunghi tratti e più giorni, a piedi e in bicicletta (minore è l’impatto dei movimenti a cavallo).  Secondo le ultime rilevazion i effettuate dal AEVF, nel 2017 sono circa 40.000 le persone che hanno percorso la Via Francigena; di questi, due terzi hanno percorso il tratto toscano che risulta essere, grazie agli investimenti promossi dalla regione per oltre 15 milioni di euro negli anni passati, quello maggiormente strutturato e con una rete di accoglienza diffusa sul territorio. I flussi sono sottostimanti a causa delle metodologie di rilevazione statistica che riguardano i dati dei pernottamenti a cui sfuggono alcune forme di accoglienza particolarmente presenti sui percorso escursionistici.

 




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