23 April 2019

Marriott e Alibaba insieme per il riconoscimento facciale in hotel

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Marriott International lavora in joint-venture con Alibaba Group a un progetto pilota per introdurre il riconoscimento facciale al check-in per gli ospiti prenotati sulla piattaforma Fliggy, marchio del colosso cinese. Il test è in corso all’Hangzhou Marriott Hotel Qianjiang e al Sanya Marriott Hotel Dadonghai Bay.

Marriott vorrebbe a quanto pare estendere il riconoscimento facciale a tutte le proprie strutture, ed è chiaro che la collaborazione tra due colossi di questa portata potrebbe spingere nella stessa direzione l’intera industria. Finora al riconoscimento facciale si è dedicato soprattutto il trasporto aereo, con progetti avviati  da alcuni aeroporti, da Sydney a Senai. Negli Usa l’agenzia per Customs and Border Protection sta studiando l’operazione con Delta, JetBlue, Lufthansa e altre compagnie, puntando su massima sicurezza e massima efficienza.

Persoanlizzazione estrema

Lo stesso che vorrebbe Marriott, che ne trarrebbe grande utilità anche in termini di personalizzazione dell’accoglienza. ll check in tradizionale richiede almeno tre minuti, con il cliente in attesa in fila. In hotel invece con il riconoscimento facciale si potrebbero introdurre sistemi di self-service, in grado di scattare foto abbinate all’ID del cliente, verificati praticamente in tempo reale per emettere la chiave elettronica della camera. Il tutto in meno di un minuto, assicurano da Marriott. Che in numerosi hotel già offre check-in digitale e la chiave della camera digitale scaricabile da app: l’ha scaricata finora solo il 19% degli ospiti, ma il 38% non la usa affatto durante il soggiorno. E solo il il 4% dei check-in e l’1% dei check-out si fanno con l’app. Il riconoscimento facciale potrebbe risolvere il problema a monte. Il sistema peraltro non è nuovissimo, specialisti come NEC e Axis Communications lo distribuiscono da anni per l’identificazione rapida dei VIP all’hotellerie e ad altre imprese per i sistemi di sorveglianza.

Brad Smith cheide “etica e trasparenza”

Resta l’avvertimento recente postato da Brad Smith, il presidente di Microsoft, quanto ai limiti anche normativi del riconoscimento facciale, per ora incapace di identificare molte minoranze etniche, e potenziale minaccia “nei confronti di alcune fondamentali libertà umane”. Smith si è appellato ai governi per questo, e ai grandi operatori tecnologici, Microsoft inclusa, ha chiesto “trasparenza e consapevolezza etica”.




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