24 May 2019

Il Crif conferma i dati Federalberghi: tassa di soggiorno oltre i 600 mln

[ 0 ]

E’ di circa 550 milioni di euro il gettito raccolto dai Comuni italiani nel 2018 grazie alla tassa di soggiorno. Una cifra già consistente, in aumento del 25% rispetto al 2017, ma destinata a crescere ulteriormente nel corso di quest’anno fino a superare quota 600 milioni. Lo rivela un’analisi condotta dalla Centrale rischi finanziari S.p.A. di Bologna(Crif) che sostanzialmente conferma quanto già calcolato dal Centro studi di Federalberghi, in collaborazione con la New Mercury Tourism Consulting.

Dopo un 2018 che già ha beneficiato dell’incremento dei maggiori flussi turistici e della deroga al blocco dei tributi locali per il periodo 2016-2018 relativamente alla stessa imposta di soggiorno, «nel 2019 contribuiranno al gettito per l’intero anno gli accordi con le piattaforme di home sharing, dato che città quali Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli ne hanno beneficiato solo in maniera parziale nel 2018, avendo concluso gli accordi in corso d’anno», spiega Marco Bonsanto, associate director presso Crif Ratings.

Se a livello regionale quasi il 70% delle risorse confluiscono in quattro regioni (Lazio: 28%; Veneto: 14%; Lombardia: 13%; Toscana: 12%), le recenti novità hanno consentito a regioni quali l’Emilia-Romagna, la Liguria, l’Abruzzo e la Sardegna di incrementare il valore assoluto riscosso dall’imposta di più del 50% nel corso del 2018, e al Friuli Venezia Giulia di istituirla ex novo. A livello di singoli comuni invece, il 55% delle risorse viene raccolto tra Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. Il beneficio aggiuntivo sui bilanci dei suddetti comuni è stato di 50 milioni di euro nel solo 2018.

Fin dalla sua istituzione nel 2012 (2011 per Roma capitale), l’imposta rappresenta sempre più un’importante fonte di gettito tributario per le casse comunali. In generale il peso percentuale sulle entrate correnti (somma tra entrate tributarie, extra tributarie e trasferimenti correnti) è aumentato passando dal 2% in media nel periodo 2013-2014 al 2,8% nell’ultimo biennio (2017-2018).

Soprattutto per i piccoli comuni (con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti), i benefici sono stati notevoli, con aumenti del gettito del 40% in media negli ultimi cinque anni: «Per contro, l’esposizione verso l’imposta e il peso relativo rispetto alle entrate correnti pone una forte dipendenza rispetto ai cicli turistici. Per i comuni di minori dimensioni infatti l’imposta vale in media il 10% delle entrate correnti nel biennio 2017-2018», conclude Bonsanto.




Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( )

Clicca per lasciare un commento e visualizzare gli altri commenti