20 October 2020

Il coraggio di Bettoja Hotels: mai chiusi, neppure durante le due Guerre

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I primi timidi segnali di ripresa si vedranno la prossima primavera, quando presumibilmente l’epidemia dovrebbe attenuarsi e potrebbe essere disponibile un vaccino. Il trend si consoliderà poi verosimilmente nell’autunno successivo. Ma si tratterà solo di un inizio. Sicuramente non di un ritorno alla normalità, che non arriverà prima della fine del 2022. Ne è convinto Maurizio Bettoja, presidente dell’omonimo gruppo capitolino che oggi gestisce tre alberghi a Roma: il Mediterraneo, il Massimo d’Azeglio e l’Atlantico.

Una visione realistica della situazione, tanto più significativa perché arriva da un imprenditore che ha deciso di lasciare sempre aperte le proprie strutture, persino nel momento peggiore del lockdown: «In quasi 150 anni di storia non abbiamo mai chiuso, neppure durante le due Guerre mondiali – commenta lo stesso Bettoja -. Un misto di tigna e di volontà di non arrendersi, di lottare contro le circostanze, nonché di non perdere il contatto con i nostri clienti».

Certo non è stata una passeggiata, ma Maurizio Bettoja è convinto che sia stata la scelta giusta: per dare un segnale di presenza al mercato, «mantenere gli ospiti abituali e, spero, conquistarne di nuovi». Per il resto, osserva il presidente della compagnia, «l’estate è andata come prevedibile: la clientela leisure è mancata e quella di lavoro non viaggia in agosto. Quindi, bassa occupazione e tariffe di bassa stagione».

Anche il cosiddetto bonus vacanze ha generato effetti tutto sommato modesti: «Aiuterebbe piuttosto – suggerisce ancora Bettoja – un rafforzamento degli sgravi fiscali, soprattutto sull’Imu, in tema di credito d’imposta per gli affitti, ma anche di sospensione degli ammortamenti per una o più categorie di cespiti».




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