13 August 2020

Castelrotto: all’hotel Lamm, in centro, un piccolissimo ristorante gourmet, la Lampl Stube

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Lo chef Marc Oberhofer

Se un albergo ha uno chef capace, è un ottimo inizio. La cucina è parte importante e integrante della hotelerie moderna, ma se questo chef ha il gusto per la sperimentazione e la cucina gourmet, allora l’eccellenza è garantita. E’ il caso di Marc Oberhofer, che non solo gestisce la cucina per gli ospiti del recente albergo nel centro nevralgico di Castelrotto, di fianco alla chiesa e di fronte al municipio, ma da dicembre scorso ha aperto all’interno della struttura un ristorante gourmet.
«La mia storia è come quella di tanti ragazzi dell’Alto Adige cresciuti nell’attività dell’ospitalità – spiega Marc – I miei genitori sono proprietari dell’Ritterhof di Siusi e di un maso in Val Venosta. Ho iniziato preso con mio padre ad occuparmi di cucina, poi ho fatto un po’ di esperienza sempre in Alto Adige, ed ora eccomi qua».
Non solo quindi il lavoro di cucina ordinario, ma anche questo “sfizio” che lo porta il giovedì, venerdì, sabato sera ad accontentare, rigorosamente su prenotazione sei/dieci fortunati buongustai che desiderano deliziarsi con i suoi piatti.

La Lampl Stube

«E’ importantissimo che in questo mio nuovo percorso – prosegue Oberhofer – gli ingredienti siano non solo locali, di stagione e di alta qualità, ma da fornitori che conosco e di fiducia. Per esempio la carne: noi acquistiamo tutto l’animale perché non ne sprechiamo nulla, come si dice “from nose to tail”.  
Lo stesso per i latticini, il latte, erbe, spezie, e soprattutto le verdure di una qualità rara e nella quale il sapore fa la differenza (come il prezzo a monte). Anche le uova vengono da galline particolari. Ma si tratta di ingredienti davvero genuini e saporiti che è un piacere cucinare».
Nella Lampl Stube il piccolo ed intimo locale gourmet all’interno del Lamm non si possono sedere più di 10 persone. «Faccio tutto da solo, non è possibile cucinare da soli per pi di 10 persone – spiega – solo per impiattare parliamo di 20  componenti da combinare, con cura e attenzione per cui va da sé la scelta del numero di commensali. I piatti preparati da Marc Oberhofer (e dalla sua brigata di cucina, nel ristorante dell’hotel) fanno davvero la differenza, perché sono anche reinterpretazioni originali della tradizione altoatesina che conquistano il palato e anche lo sguardo.

La Pera Elena

«Nella nostra Lampstube l’ospite sceglie 4 portate ma alla fine ne gusta 9: aperitivo, saluto della cucina, le 4 portate chiave, pre dessert, dessert e praline, un pasto completo al quale possiamo anche legare vini ad hoc per ogni portata. Ma, parlando del rapporto con i fornitori per la qualità dei componenti, abbiamo puntato su un caffè rarissimo, per terminare la cena, che viene prodotto a Fiè allo Sciliar e che non si trova facilmente per la esigua produzione: il caffè Artista prodotto da Peter e Stefan Schreyögg, una rara prelibatezza. Per parlare di cose esclusive».
Insomma una grande cura per un lavoro che, per Marc, è ancora, per fortuna, divertimento.
L’ultima idea, comunque, è la più geniale: «Mi sto accordando con un amico che possiede un laghetto – conclude Oberhofer – per iniziare una coltivazione di pesci “propeitari” principalmente trote e salmerini, per dare un ulteriore tocco di autenticità alla nostra cucina».

#altoadige #quellocheamo #suedtirol
Massimo Terracina




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