8 July 2020

Atmosphere hotels & resorts Maldive: mai smesso un attimo di operare

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Stephane Laguette

Una chiacchierata “online” con Stephane Laguette, vice presidente della catena “prigioniero dorato” nell’arcipelago ci da la misura della voglia di ripartire che tutti, in casa Atmosphere hotels & resorts, hanno, oggi che dopo quasi tre mesi si stanno allentando le misure restrittive applicate ai viaggi.
«Partiamo dalla situazione alle Maldive – spiega Laguette – vi sono circa 1500 casi, quasi tutti a Malè, ma solo 5 decessi.
La vastità dell’arcipelago  e la conseguente minor propensione al contatto, ha aiutato, considerando anche il lockdown disposto dalle autorità. Non si sono registrati casi nei resort, il che è un buon punto di partenza per puntare sull’aspetto della sicurezza della destinazione».
I 5 resort maldiviani sono restati aperti, senza ospiti, ma attivi per una manutenzione e una attività dedicata al personale, per farlo sentire importante e parte di una famiglia.
«L’unico resort indisponibile – prosegue Laguette – è stato il Varu, nel senso che lo abbiamo lasciato gestire alle autorità per affrontare, logisticamente, l’emergenza ospitando i sanitari. Credo sia stata un gesto dovuto per dimostrare la nostra gratitudine al meraviglioso arcipelago maldiviano che ci ospita».
Il management è stato diviso in due tronconi, ed è restato in loco. Sta operando, infatti, tra Male in smart working ed il resort Ozen, per riorganizzare le operazioni della prossima ripartenza.

Silvia Collepardi

«Ci siamo coordinati molto per pianificare le azione della ripartenza, ormai prossima – spiega Silvia Collepardi, regional sales director Europe, basata a Barcellona – ovviamente abbiamo “abusato” delle piattaforme digitali, ma abbiamo ottimizzato i tempi e i modi con i colleghi di Russia, India, Medio Oriente, Cina, Maldive. La priorità della squadra commerciale, da quando siamo caduti in questa situazione irreale, è stato quello di mantenere il contatto con i partner e dare loro il massimo supporto attraverso decisioni relative a cancellazioni e riprotezioni flessibili, per mantenere la clientela e i rapporti, aggiornandoli sulla situazione e lavorando su un progetto di “pricing policy”».
Per ripartire sarà necessario rivedere costi e prezzi, almeno fino a quando non saremo in situazione di nuova normalità, ma non prima di un anno, almeno.
Intanto si punta sui mercati asiatici, pronti a ripartire a differenza degli altri, ancora in grande incertezza.
«Atmpsphere conta molto sui mercati di Giappone, Corea, Taiwan. Hong Kong e India per l’estate – prosegue Laguette – da qui provengono le prenotazioni già per luglio, e l’unica pregiudiziale sarebbe legata alla riapertura dei confini maldiviani e alla ripresa dei voli: Qatar Airways si prevede riapra i collegamenti il 7 luglio e Emirates nello stesso periodo, mentre ad ».

Sarà più lenta la ripresa dall’Europa.
«Uk e il resto del vecchio continente rappresenta(va)no per noi il 65% del traffico – precisa Collepardi – La situazione sanitarie ed economica rallenta tutto e, sia dall’Italia che da altri Paesi europei, vi sono pochissime richieste. Troppa incertezza per voli e procedure. Qualcosa si muoverà, stando allo stato attuale delle cose, tra fine 2020 e il 2021».
Comunque i resort Oblu Helengeli, Oblu Sangeli, Atmosphere Kanifushi e Ozen sono restati aperti con personale ridotto. «La natura lasciata a sé stessa fiorisce in maniera rigogliosa  racconta Laguette – le piante avrebbero preso il sopravvento ma abbiamo fatto una grande manutenzione. Pensate che i nostri house reef (Ozen) e le lagune pullulano ancora di più di vita, una cosa indescrivibile, che i primi ospiti che arriveranno potranno gustare come su di un’isola deserta».
Il gruppo, comunque, ha già messo a punto le procedure di sanificazione, nonostante i grandi spazi comuni di ogni resort, procedendo poi ad informare i business partner entro la fine del mese. La strategia di vendita, vedrà tariffe speciali entro la settimana di giugno per finalizzare una operazione aggressiva in cui il valore aggiunto farà la differenza, secondo Laguette e Collepardi.
«Sul mercato italiano continuiamo a lavorare con i nostri partner, come in Europa – conclude Collepardi – attraverso azioni formative con webinar rivolti alle adv e attività sui social media, per ricordare la bellezza dei luoghi, e infondere nuovamente la voglia di viaggiare e venire a spendere un po’ di tempo nel paradiso maldiviano. L’intento è la condivisione di messaggi positivi sia con gli esperti del settore sia con i clienti finali, perché presto vogliamo riprenderci la nostra vita».

Intanto il governo maldiviano sta discutendo su come “compensare” (viste le fee per gestire i resort) per questi tre mesi di inattività i gestori.

Massimo Terracina




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