19 August 2018

AccorHotels chiude il suo marketplace online

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Risultati al di sotto le aspettative. Con questa laconica espressione un portavoce AccorHotels ha liquidato l’esperimento marketplace. L’iniziativa, lanciata appena due anni fa, subito dopo l’acquisizione della digital company Fastbooking, mirava a includere una selezione di hotel indipendenti all’interno del portale della compagnia. Ma «gli utenti del sito hanno dimostrato di preferire costantemente gli hotel dei nostri brand agli altri. Il progetto non è più quindi rilevante per le strategie del gruppo e per il suo nuovo profilo», avrebbe raccontato lo stesso portavoce al magazine Usa, Skift.

Segnali che qualcosa nel marketplace non stesse andando per il verso giusto erano già stati lanciati in occasione della presentazione dei dati della semestrale 2017, quando il chief financial officer della compagnia, Jean-Jacques Morin, aveva ammesso che il sito stava attirando troppo poco traffico. Le opzioni sul tavolo, in quel momento, erano sostanzialmente due: continuare a spingere la piattaforma, iniettando nuove risorse e capitali, oppure ripensare l’intero progetto. E alla fine AccorHotels ha deciso di seguire la seconda via. D’altronde la differenza con le agenzie online, in questo specifico campo, sarebbe stata molto difficile da colmare. Basti pensare che il gruppo transalpino ha investito nel marketplace qualcosa come 22 milioni di euro, da aggiungersi ai 225 milioni impegnati in progetti digitali nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018. Una quantità di capitali non indifferente in senso assoluto, ma che assume una prospettiva completamente differente se paragonata, per esempio, agli 1,4 miliardi di dollari che la sola Expedia investe in un anno in attività di sales & marketing. Con la chiusura del marketplace, AccorHotels ha quindi dichiarato di voler concentrare le proprie risorse sui processi di integrazione dei brand e dei servizi digitali recentemente acquisiti.




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